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MUSEO NAZIONALE E
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Il Museo degli Alpini, voluto a Trento per le nobili tradizioni risorgimentali della città, madre di molti eroi irredenti, ha lo scopo di ricordare agli italiani, e alle future generazioni, la dedizione, i sacrifici, gli atti di eroismo che le Truppe Alpine hanno sempre offerto alla Patria, tanto in guerra che in tempo di pace, nei molteplici interventi umanitari in soccorso a popolazioni civili in Italia e all'estero.

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I cimeli e i documenti esposti nel Museo devono essere visti, pertanto, non solo come documentazione storica, né tantomeno come celebrazione della guerra e dei suoi orrori, ma devono suscitare nel visitatore sentimenti di umana pietà per il sacrificio di tanti uomini e momento di riflessione sull'intrinseca assurdità di tutte le guerre.

L'idea di costruire un complesso in onore del Corpo degli Alpini fu della "Legione Trentina", con il pieno sostegno dell'Ispettorato delle Truppe Alpine e dell'Associazione Nazionale Alpini. La proposta, formulata in occasione della 19ª Adunata Nazionale degli Alpini, svoltasi a Trento nell'aprile del 1938, venne accolta dal Governo che, con legge n. 1497 del 5/12/1941, autorizzò la costruzione di un monumento da denominarsi "Acropoli Alpina". Con la medesima legge venne istituito un Ente denominato "Fondazione Acropoli Alpina" avente per fine la raccolta e la conservazione della documentazione storica degli Alpini, la manutenzione e la custodia dell'infrastruttura. La dislocazione dell'opera era stata individuata sul Doss di Trento (chiamato anche Col della Verruca), accanto al Mausoleo dedicato all'Alpino e Martire Cesare Battisti, che di tutti gli Alpini riassume e simboleggia l'altissimo spirito di sacrificio, la purezza di ideali, il grande amore di Patria.

Il primo progetto prevedeva la costruzione di una mastodontica opera dalle linee del "castrum" (accampamento militare) romano.

Una strada di accesso ed un piazzale dovevano completare il monumento. La strada, iniziata nel mese di gennaio del 1940 dal "Distaccamento Alpini della Verruca", costituito da Alpini delle cinque Divisioni Alpine, venne inaugurata dal Gen. C.A. Gabriele Nasci, nel giugno 1942, alla vigilia della partenza del Corpo d'Armata Alpino per il Fronte Russo. Sul piazzale dedicato all'ideatore del Corpo degli Alpini (Gen. Giuseppe Perrucchetti), nello stesso posto dove il 3 novembre 1918 i valorosi Volontari della Legione Trentina innalzarono il Tricolore, si erge il pilo portabandiera dell'Acropoli. Oltre il piazzale del Museo inizia la "zona sacra", percorsa da un sentiero che porta al Mausoleo di Cesare Battisti. Dopo la fine della 2ª Guerra Mondiale la Fondazione, a causa dell'altissimo costo dell'opera, rinunciò alla costruzione del progetto iniziale e predispose un progetto più austero e di minor impegno finanziario.

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Nel 1953 il Consiglio Comunale di Trento, con una seduta straordinaria, donò alla Fondazione dell'Acropoli una casermetta ex austriaca (già adibita a polveriera) e il terreno circostante per la costruzione del Museo degli Alpini.

Il 24 Maggio 1956 fu posta la prima pietra; il 15 marzo 1958, in occasione della 31ª Adunata Nazionale degli Alpini a Trento, organizzata per celebrare il 40° anniversario della fine della 1ª Guerra Mondiale, ebbe luogo l'inaugurazione ufficiale del Museo-Sacrario.

L'opera sorge poco più in basso della sommità del Colle della Verruca, su cui vi sono anche i resti di una Basilica paleocristiana del VI sec. d.C., il cui progetto è dell'alpino architetto Serafini di Milano.

Attualmente l'istituzione, il cui patrimonio appartiene al Ministero della Difesa-Esercito, è gestito dal Comando del 4° Corpo d'Armata Alpino di Bolzano, con la collaborazione dell'Associazione Nazionale degli Alpini.

 

Copyright 1998© Francesco Pacienza
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