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Centomila gavette
di ghiaccio

   

di Giulio Bedeschi, Mursia Editore - Milano

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... Il ventisette dicembre lo spiegamento offensivo russo gravò sulla linea della Julia in tutta la sua potenza. Gli attacchi si susseguirono di giorno e di notte...

... i servizi, tutti difesi dai diecimila in linea, cui gli altri diecimila dislocati a tergo provvedevano, facendo affluire nottetempo alle trincee, con i conducenti e i muli, i mezzi per continuare a vivere e combattere....

... La Julia teneva. Tenevano i muli, i conducenti, gli alpini affossati nel gelo infernale, le vedette sugli estremi spalti. Gelati dal vento, giungevano a sera muli e conducenti, trascinando a ridosso delle linee le munizioni e il rancio. "Presto!" diceva allegramente Scudrèra raggiunta la linea pezzi della ventisei, scrollandosi dalle gambe e dall'orlo del cappotto la neve raccolta durante il cammino e slegando il telo di copertura delle slitte; "Sbrighève, ve se raffrèda el ràncio e me vièn el cagòto ai muli!".

"Abbiamo fretta di tornare indietro, eh?" insinuava Coltrin beffardo. "Indietro, io?" sbottava Scudrèra ridendo, consapevole di quant'era inverosimile l'idea che egli potesse aver paura. E aggiungeva con serietà: "Cosa mangiate domani, se stanotte mi crepano i muli?"...

... La forza in partenza per Popowka risultò di quasi centottanta uomini: il reparto aveva quindi perduto circa cinquanta artiglieri alpini, caduti in combattimento o assiderati o congelati o feriti non recuperabili. I muli da centosettanta erano ridotti a meno di ottanta, essendo stati uccisi dal gelo e dagli stenti o anch'essi squarciati dalle granate...

... I muli, già affaticati dalle molte ore di marcia, avevano subito risentito l'aumentata fatica, gli uomini camminavano di lena pur sprofondando nella mollezza della neve...

... Verso le diciannove si levò un vento molesto che mordicchiava le orecchie e gelava le mani; gli alpini infilarono sotto il cappello il passamontagna e sprofondarono le mani inguantate nelle tasche dei cappotti. L'aria diveniva assai rigida.

"E poi dicono che i conducenti possono fare i loro comodi! Voglio vedere adesso chi mi dà il cambio a tenere le redini dei muli. È come avere in mano due pezzi di ghiaccio!", brontolava ogni tanto Scudrèra trottando a fianco dei tre muli che trainavano la pesantissima slitta, sovraccarica di materiali e munizioni...

... Questa mattina in batteria sono presenti diciannove uomini validi compresi gli ufficiali, trentasette tra feriti e congelati trainati su slitta e ventisei che vanno a piedi; ottantadue presenti in totale. In più, ventisei muli che tirano dieci slitte. "Bisogna badare ai muli" - disse Scudrèra che aveva sentito - "crepano". "Cosa dici?" domandò Serri allarmato, conoscendo l'infallibile esperienza del conducente; "bisogna che vivano a tutti i costi, devono portare in salvo i feriti".

"Lo so, signor tenente," - rispose Scudrèra; - "ma al mulo bisogna dàrghe la vita, se occorre; i miei tre, ni crepa de sicuro, garantisso mi. Ma bisogna curarli. Non si può buttarsi a dormire se non sono al riparo, se non si è trovata la paglia e si è fatta sgelare l'acqua per loro. E si può anche star svegli tutta la notte a far fuoco perché si riscaldino, se c'è bisogno" ...

Copyright 1998© Francesco Pacienza
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